Progetti conclusi
Laboratorio Scuola Secondaria S. Gabriele Veyula

Laboratorio Scuola Secondaria S. Gabriele Veyula Dodoma Tanzania

Abbiamo ricevuto una richiesta di contributo da parte di P. Marcel Tarimo Direttore della Scuola Professionale e Secondaria di Veyula Dodoma Tanzania.

importo del progetto 7.829 €

Filomondo collabora con 5.375 € utilizzando 4034,92 € del 5/1000 del 2015

UBICAZIONE
Scuola Professionale e Secondaria di San Gabriele, Missione e villaggio di Veyula (Dodoma, Tanzania).


DESCRIZIONE   DEL PROGETTO: laboratorio per la scuola secondaria.

La Scuola di San Gabriele fu iniziata nel 1976 come Scuola Professionale (falegnameria, sartoria e carpenteria meccanica); ad essa, nel 2011, e' stata affiancata la "Scuola Secondaria Serale", che, per i nostri studenti della Scuola Professionale, era solo facoltativa.
Ma da quando, nel 2015, il Governo del Tanzania ha portato il livello della scuola d'obbligo dalla 7ma Elementare alla 4ta Secondaria, abbiamo dovuto provvedere ad unire le due scuole nell'attuale "Scuola Professionale e Secondaria" (novembre 2017) sia per poter continuare ad aiutare i giovani che vivono nei dintorni di Veyula, sia per poter continuare a ricevere anche i giovani di famiglie povere che gli studi secondari, se pur obbligatori, non se li possono permettere.
Ma per ottenere questo, il Governo ci ha imposto delle severe condizioni, quali:
-    avere aule sufficenti (e le abbiamo).
-    avere un corpo insegnante sufficente per numero e qualificazione (e lo abbiamo).
-    avere una bibilioteca (che, grazie a voi, abbiamo appena finito di realizzare).
-    avere un laboratorio di chimica, fisica e biologia (che ancora non abbiamo).
Il laboratorio e' tassativamente richiesto dal Governo, pena la chiusura della scuola stessa, perche' gli studenti, senza gli esperimenti di laboratorio, non potrebbero connettere la teoria loro insegnata in classe con la pratica.
Al momento, abbiamo solo la stanza per poter allestire questo laboratorio, ma ci mancano:
- arredo: tavoli, sgabelli, armadi,
- attrezzatura per gli esperimenti di chimica, di fisica e di biologia.

PREVENTIVO DELLA SPESA
La  spesa  prevista  ammonta  a  Scellini  del Tanzania  (Tshs.)  20.345.500,  cosi' suddivisa:
-Tavoli (10), sgabelli alti (40) e armadi (4): Tshs. 6.100.000 (questo si riferisce al solo costo del legname, chiodi, ecc. per farli, il lavoro e' della scuola stessa) -Attrezzatura da laboratorio per chimica e suoi reagenti, per biologia e suoi reagenti, e per fisica: Tshs. 14.242.500.

 

Report

Cari amici, saluti dalla scuola secondaria tecnica di St. Gabriel.
All'inizio di quest'anno, 2018, vi ho scritto un progetto per chiedere soldi per l'acquisto di apparecchi da laboratorio per la nostra nuova scuola secondaria tecnica.

Siamo riusciti ad acquistare tutti gli strumenti importanti richiesti dagli studenti e quindi abbiamo un laboratorio ben attrezzato che aiuterà gli studenti nelle materie scientifiche. Come potete vedere qui sotto, abbiamo utilizzato il contributo locale per realizzare sgabelli lunghi, tavoli da laboratorio e un grande armadio che sarà usato come spazio per tenere prodotti chimici costosi e pericolosi.

Sulla sostenibilità di questo progetto, l'insegnante responsabile del laboratorio sarà responsabile delle chiavi del laboratorio stesso più gli armadietti. Ogni mese avremo l'inventario per assicurarci che tutti gli apparati siano integri e sicuri. Dato che abbiamo alcuni prodotti chimici pericolosi, gli studenti utilizzeranno il laboratorio solo quando il loro insegnante è presente in laboratorio.

La disponibilità dell'apparato cambierà davvero le prestazioni dei nostri studenti e semplificherà anche l'insegnamento delle materie scientifiche.


Estendiamo la nostra sincera gratitudine all'Associazione e augurandovi tutto il meglio nelle vostre attività.


Il nuovo laboratorio donato dall'Associazione Filomondo - Italia


RESPONSABILE DEL PROGETTO: Fr. Marcel Tarimo




 

 

 
pozzo nel villaggio dei ragazzi di Malété

Progetto pozzo nel villaggio dei ragazzi a Malété - Toui in Bénin

Filomondo contribuisce con 6.694,00 euro

Abbiamo ricevuto da Don Michel Kotoko una richiesta per un contributo alla realizzazione di un pozzo e tubature per il villaggio dei ragazzi orfani, nella parrocchia di Toui.

"Carissimi Amici e Sostenitori dell'Associazione Filomondo Onlus, vi mando un'ulteriore richiesta di aiuto per i miei bambini orfani e per i villaggi dove sono attualmente ospitati.Sono molto contento della visita nella mia Diocesi in Benin di alcuni dei vostri collaboratori; hanno visitato la mia diocesi dal 16 Febbraio al 02 Marzo 2018…La mia diocesi e il mio Vescovo ringraziano loro tanto per la loro collaborazione e prestazione nel Villaggio dei Ragazzi in costruzione a Malété nella Parrocchia di Toui.Il Pozzo Filomondo scavato per la comunità funziona bene e tutti i beneficiari nonché la Diocesi vi ringraziano di cuore per i sacrifici consentiti. Tuttavia, di altri pozzi abbiamo ancora bisogno in questa zona difficile in acqua.Vorrei dunque poter contare di nuovo su di voi, cioè la vostra generosità di sempre, per realizzare a breve termine un nuovo pozzo sul sito del Villaggio dei Ragazzi in costruzione a Malété.
Troverete in allegato la mia nuova richiesta per la quale vi ringrazio in anticipo per l’aiuto sostanziale cui sarò il beneficiario grato.

Buon tempo pasquale a tutti e cordiali saluti !

Pace e bene!

Don Michele Kotoko
don Michel tra i suoi bambini e ragazzi orfani

1.    Ubicazione
Il progetto sarà realizzato nel VILLAGGIO DEI RAGAZZI in costruzione a Malété, una frazione della parrocchia San Michele di Toui, Diocesi di Dassa-Zoumè, nella Repubblica del Benin in Africa Occidentale.

2.    Descrizione el progetto
Il progetto riguarda la realizzazione completa di un Pozzo a Motricità Solare  e quindi con impianti di pannelli fotovoltaici e di una pompa appropriata, a favore del villaggio dei ragazzi voluto da Don Michele in Benin e della comunità intera di Malété e di Odoakaba. L'acqua non servirà dunque al solo villaggio dei ragazzi di Don Michele, ma alla comunità intera di Malété e di Odoakaba, che fa fatica ad aver l'acqua da bere e per l'uso quotidiano.

3.    Motivazione
La zona di Malété e Odoakaba è molto scarsa di acqua. Da alcuni mesi, abbiamo fatto di tutto per aver acqua nella zona, purtroppo niente. Abbiamo realizzato da Aprile un pozzo di una profondità di almeno 100 m, che all'inizio sembrava fecondo in acqua. Purtroppo, dopo solo qualche mese, l'acqua è finita: la vena non è grande. Adesso stiamo vivendo situazioni drammatiche:
e i bambini e ragazzi orfani che abitano periodicamente il Villaggio non trovano più l'acqua da bere e per i loro bisogni;
•    le comunità di Malété e di Odoakaba non sanno più a chi rivolgersi, poiché avevano messo tutta la loro speranza nel primo pozzo del Villaggio dei Ragazzi  di Don Michele che purtroppo non contiene tanta acqua;
•    i nostri animali e le nostre coltovazioni hanno difficoltà a sopravvivere per mancanza d'acqua;
•    anche i lavori di costruzione del villaggio dei ragazzi si sono fermati per mancanza d'acqua.

Per un villaggio dei ragazzi che deve accogliere almeno 300 persone nel futuro, credo che sia giusto avere una buona fonte d'acqua che alimenti tutta la casa e in modo durevole, l'acqua della pioggia essendo, a mio parere, troppo limitata per gestire la situazione...Nei confronti di tale situazione, il realismo nato dalla precarietà d'acqua ci invita a tenere la mano a quelli che hanno ancora nel mondo un cuore per ascoltare il grido del povero... Vorremmo dunque contare su Filomondo per i costi della perforazione, per non dire di un nuovo e definitivo pozzo, ma anche per il drenaggio dell'acqua, poiché un serbatoio è già costruito vicino al primo pozzo che si è asciugato. Per fortuna, l'esame geofisico recente fatto da una impresa, la più competente in questo campo in Benin, ci ha dato risultati molto incoraggianti e soddisfacente, con dei dati più affidabili rispetto a quelli precedenti: una importante vena d'acqua è scoperta a 75 m di profondità nella parte nord del nostro terreno lato Odoakaba verso Parakou."

referente del progetto in Italia: Don Michel Kotoko

referente del progetto a Toui-Bénin: Don Georges Obagou parroco di Toui



 

 
Piantumazione di tek africano a Zeneti Tanga Tanzania

Progetto per la piantumazione di 15.000 alberi di Tek - Mitiki

Riceviamo questa richiesta da Zeneti Tanga Tanzania

I sottoscritti, fr. Longino Kamuntu e P. Roberto Dal Corso, chiedono all'Associazione un contributo per la realizzazione del progetto sotto descritto:


UBICAZIONE:
Missione Passionista di Zeneti (provincia di Muheza e regione di Tanga) in Tanzania.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Piantumazione di 15,000 alberi di Tek africano (mitiki) su 12 acri (circa quasi 5 ettari) di terreno.

MOTIVAZIONI
- Il terreno prescelto è un terreno che non è adatto all'agricoltura ma che è buono per la piantumazione. Da circa 6 anni abbiamo sperimentato questo in un pezzo di terreno simile, e abbiamo visto che la cosa funziona, gli alberi crescono bene e la terra si ricompatta:
- È un forte contributo alla prevenzione dell'erosione ed è di gran beneficio per la conservazione dell'ambiente, delle falde acquifere e della fertilità del suolo.
- È un investimento per il futuro delle opere della missione (scuola agricola, dispensario, ecc.), perchè queste piante abbisognano di circa 25/30 anni prima di essere pronte per il taglio.
- È un esempio che possiamo offrire agli abitanti della zona per capire l'importanza delle piante nella lotta contro l'erosione del terreno (siamo in un terreno tutto collinoso) ed anche per capire l'importanza di un investimento per il loro futuro.
- Questo progetto darà lavoro a parecchia gente dei dintorni per la pulizia (ora, ma anche in seguito) dei 12 acri di terreno, lo scavo delle buche, la posa delle piantine, ecc.


PREVENTIVO DELLA SPESA
La spesa prevista ammonta a Tshs. 6.060.000, pari a circa euro 2.424,00

Filomondo contribuisce con 2.000 €, utilizzando parte del 5/1000 del 2015


RESPONABILI DEL PROGETTO
Fratel Longino Kamuntu
P. Roberto Dal Corso

Report

 

Desideriamo trasmettere la nostra gratitudine per il vostro sostegno finanziario al nostro progetto di piantagione di alberi a Zeneth, il progetto è riuscito al cento per cento e tutti gli alberi sono stati piantati.










 

 

 

 

Ringraziamo moltissimo tutti voi di FILOMONDO per il vostro grande sostegno e che l'Onnipotente Dio vi benedica!

Superiore comunità
Fr. Roberto Dal Corso


coordinatore di progetto
Fratello Longino Kamuntu


 

 

 

 
Libri per la scuola S.Gabriele di Veyula TZ

Libri per la Scuola Professionale e Secondaria San Gabriele di Veyula Dodoma Tanzania

Filomondo contribuisce con 4.600 €, utilizzando parte del 5/1000 del 2015

Abbiamo ricevuto da P. Marcel Tarimo, missionario Passionista una richiesta di contributo per la realizzazione del progetto sotto descritto:

UBICAZIONE

Scuola Professionale e Secondaria di San Gabriele, Missione e villaggio di Veyula (Dodoma, Tanzania).

DESCRIZIONE DEL PROGETTO

La Scuola di San Gabriele biblioteca nella scuola ST. Gabriel di Veyulafu iniziata nel 1976 come Scuola Professionale (falegnameria, sartoria e carpenteria meccanica); nel 2011 ad essa e' stata affiancata la "Scuola Secondaria Serale" (alla cui realizzazione Filomondo ha contribuito in modo determinante). Da allora, gli studenti della Scuola Professionale (o esterni) di loro scelta potevano frequentare o no questa Scuola Secondaria Serale.

Ora pero' che il Governo del Tanzania ha portato il livello della scuola d'obbligo dalla 7ma Elementare fino alla 4ta Secondaria; per andare incontro ai giovani che studiano alla nostra Scuola Professione e a quelli che vivono nei dintorni di Veyula, abbiamo chiesto (visto che abbiamo già gli ambienti, quelli della Scuola Secondaria Serale) e ottenuto dal Governo di elevare la nostra Scuola Professionale a "Scuola Professionale e Secondaria" insieme, per offrire a tutti gli studenti indistintamente (e non più' a loro scelta) un futuro migliore e con maggiori possibilità e occasioni di lavoro e di poter accedere a ulteriori studi superiori.

Per adeguare la nostra Scuola a questo suo nuovo compito, ci sono tante cose da cambiare e da integrare per rispondere alle condizioni che il Governo ci ha posto dandoci questa concessione. Una di esse e' che dobbiamo avere una biblioteca con libri di testo e di consultazione sia per gli studenti che per gli insegnanti.

Per la biblioteca: la stanza ce l'abbiamo, gli scaffali pure... ma ci mancano i libri. Quelli che abbiamo sono molto pochi e non bastano per i circa 250 studenti (tra interni ed esterni, nei 4 anni della Secondaria) previsti per il nuovo anno scolastico, che inizierà' nel prossimo gennaio 2018.

I libri, sia di testo che di consultazione di cui qui facciamo richiesta, resteranno proprieta' della scuola, in modo da non dover caricare ogni anno la spesa dei libri sulle spalle delle famiglie, per lo piu' povere, dei giovani che vengono alla nostra scuola.

report

Cari amici, tantissimi saluti dalla scuola secondaria tecnica di St. Gabriel.
L'anno scorso, nel 2017, Vi ho scritto un progetto per chiedere aiuto per l'acquisto di libri per la nostra nuova scuola secondaria tecnica. Ho usato i soldi per comprare libri come Vi ho chiesto. Pertanto, con il vostro contributo e il contributo locale - pari a Euro 5.232 - siamo riusciti ad acquistare 1.500 copie di tutti i soggetti dalla forma Uno alla forma Quattro. Abbiamo anche preso alcuni libri usati della St. Peter's High School gestite dalla Società dei Gesuiti.

La nostra biblioteca è ora dotata di libri essenziali che aiuteranno davvero gli studenti nei loro studi. Siamo stati in grado di acquistare i libri raccomandati dal Ministero della Pubblica Istruzione in Tanzania:
1. Libri di - Tanzania Institute of Education (TIE)
2. Libri da Oxford
3. Libri di - Longman
4. Libri di - Wakamoga Publisher
5. Recensioni: inglese, matematica, geografia, fisica, chimica, storia e biologia
6. Atlanti

Estendiamo la nostra sincera gratitudine all'Associazione Filomondo onlus.


La nostra nuova biblioteca, donata da Filomondo




 

RESPONSABILE DEL PROGETTO

P. Marcel Tarimo

Direttore della Scuola Professionale e Secondaria di S. Gabriele P. O. Box 920 Dodoma (Tanzania).


 

 

 

 
Realizzazione di un pozzo d’acqua nel villaggio di Goussoué – Rép. du Bénin

Collaboriamo alla costruzione del Pozzo nel villaggio di Goussoué - Rép. du Bénin

Importo del progetto 12.578,00 EURO

Filomondo contribuisce con 6.000,00 euro per il pozzo con pompa manuale.

Offri quanto il tuo cuore ti suggerisce, l'entità del contributo è libera.

INIZIO PROGETTO Giugno 2017

Luogo dell'intervento: Goussoué-Benin

 

mappa benin

1. Situazione geografica.

Goussoué, dove si realizzerà il progetto, è un grande villaggio situato nel distretto di Paouignan, Comune di Dassa-Zoumé Dipartimento Collines, Repubblica del Benin. Questa è una delle più povere comunità rurali della diocesi di Dassa-Zoumé. La Diocesi di Dassa-Zoumé è una delle più grandi diocesi della Repubblica del Benin. Creata nel 1995, è situata nella provincia Zou-Collines con una grande crescita della popolazione di cui il 60% sono per lo più giovani. bambini del villaggioSi tratta di una diocesi rurale che si trova in una regione povera del paese, circondata dalle diocesi di Parakou e Djougou a nord, la diocesi di Oyo in Nigeria ad est, e le diocesi di Kara a Atakpame ad ovest, e le diocesi di Abomey e Porto Novo a sud. La Diocesi di Dassa-Zoumé diocesi è un bivio che, purtroppo, è in una zona dove mancano ancora delle infrastrutture  necessarie per le esigenze di base come ad esempio un adeguato approvvigionamento di acqua per soddisfare i bisogni alimentari ed usuali della popolazione residente.

 

2. Problema dell'acqua.

Gli elementi essenziali alla base del progetto sono molti. Goussoué è un grande villaggio un pò distante da Paouignan che è il centro della regione. In questo grande villaggio un pozzo per l'acqua da bere è estremamente difficile da attingere (a volte da 80 a 100 m di profondità o più). Così, ovviamente, è difficile o impossibile da scavare un pozzo per pompaggio manuale. I pozzi manuali realizzati hanno spesso due problemi essenziali: o non raggiungono l'acqua e lo sforzo diventa inutile; o raggiungono una piccola quantità di acqua mescolata con il fango e si asciugano già all'inizio della stagione secca. I pozzi che devono generare l'acqua diventano utili serbatoi per raccogliere l'acqua piovana durante la stagione piovosa in una regione collinare dove le piogge stanno diventando sempre più rare. La popolazione di Goussoué e i suoi dintorni continuano ad aumentare ed è stimata in  quindicimila (15.000) persone. La maggior parte della popolazione vive principalmente di agricoltura tradizionale. Dei circa 15.000 abitanti, secondo il recente censimento della popolazione, solo il 5% sono coinvolti in piccolo commercio, il settore secondario è completamente assente. In un tale contesto di vita in cui le persone dipendono e vivono principalmente nel settore agricolo, è una necessità disporre di una buona fontana, sia  per poter bere acqua pulita e in quantità sufficiente per coltivare piccoli orti di pomodori e verdure per la loro sopravvivenza. In particolare, la regione ha subìto una grande siccità lo scorso anno che ha causato un grande deficit di raccolta fino al punto che gli abitanti si trovano ad affrontare una situazione  critica di fame. La carestia si aggiunge al problema dell' acqua da bere.  In questi giorni, questo villaggio, come altre aree della mia diocesi, ha climi imprevedibili che causano molto secco e freddo, venti secchi e polvere provenienti dal deserto (Sahara). Questi due elementi combinati sono la causa di stagioni secche che fanno ritardare le piogge e le  rendonbo molto irregolari, accelerando l'avanzamento drammatico del deserto. Pertanto la scarsità d'acqua causata da queste situazioni elencate colpisce la vita degli abitanti che dipendono dalla fornitura di acqua di un piccolo flusso alimentato dalla sorgente naturale e quindi un potabilità molto discutibile. Pozzi tradizionali sono tutti prosciugati a causa della lunga la siccità. Gli abitanti del villaggio e soprattutto i bambini, i bambini della scuola e le donne devono camminare circa 3 chilometri per prendere l'acqua malsana dal torrente. Purtroppo l'uso di questa poca acqua, che non è depurata è la causa per queste popolazioni di malattie  come la diarrea, colera, infezioni worm de Guinea e molte altre malattie simili. Sensibile a questa situazione allarmante affrontata tutti i giorni e in silenzio da questa povera e bisognosa comunità rurale nella mia diocesi  io, Vescovo di questa diocesi mi sento molto impegnato, ma da solo non posso fare  che poco, perciò mi sono deciso  a chiedere il vostro aiuto. Io chiedo quindi alla vostra Associazione FILOMONDO di accogliere con favore la nostra richiesta. Porto alle vostre orecchie il grido del cuore che ho sentito da tutta la popolazione de Goussoué affinchè qualcosa sia fatto in breve tempo per garantire a questa povera comunità l'acqua potabile, primo bisogno indispensabile alla vita.

3. Progetto.
Il progetto mira a raggiungere due perforazioni a Goussoué. Il primo con pompa a mano e il secondo con pompa a immersione alimentata da pannelli solari. La pompa a mano sarà realizzata nella scuola elementare del Villaggio per facilitare l'accesso per i nostri studenti all'acqua pulita. Per contro, quello a motore elettrico che è alimentato da energia solare sarà situato nel comune, vale a dire dove l'agglomerato è più  importante per facilitare la rapida distribuzione di acqua. I villaggi circostanti potrebbero anche beneficiare se la sorgente sarà abbondante e se l'energia solare sarà abbastanza potente per portare l'acqua rapidamente ai tanks.
• 1 pozzo manuale
• 1 pozzo con elettropompa + pannelli solari + tanks

4. Gestione
Una volta approvato e progetto finanziato, i lavori di costruzione saranno condotti dalla Commissione diocesana per la preparazione, l'esecuzione e il monitoraggio dei progetti pastorali (CDEESPP) sotto l'alta vigilanza del Vescovo del luogo; detta commissione poi garantirà il corretto uso di entrambe le fonti d'acqua e si prenderà cura di manutenzione e il mantenimento. I membri di questa Commissione sono:
- Monsignore François GNONHOSSOU: Presidente
- Padre Bankole Alexis: Coordinatore diocesano dei progetti
- Padre YEDEDJI Celestin, sma: Diocesano Tesoriere
- Padre Nicodemus BALLE: Assistente Diocesano Tesoriere
- Padre ATCHOKOSSI Bertin: Consigliere
- Suor Laura MOSCA: Consigliere
- Suor KATSU Norimi: Consigliere
Come potete vedere, ho messo strutture in loco per gestire al meglio i progetti nella mia diocesi. Queste strutture si sono già dimostrate in campo. Loro sanno come guidare con competenza, progetti di rigore  e trasparenza loro affidati. È quindi possibile fare affidamento. Ciò che si metterà a nostra disposizione sarà ben gestito e la popolazione, vera destinataria del progetto potrà beneficiare dei frutti dei nostri sforzi congiunti.

Referente in Italia del progetto: Don Michel Kotoko

Referente in loco del progetto: Sua Eccell. Mons. François Gnonhossou, Vescovo della diocesi di Dassa-zoumè

Ringraziamenti da parte del Vescovo Mons. François Gnonhossou


 

 

 
Emergenza terremoto Ecuador

Emergenza terremoto Ecuador

Negli ultimi anni abbiamo collaborato con P. Walter in alcuni progetti in Ecuador.

Ora a seguito del terremoto del 16 aprile apriamo un progetto per gli aiuti.

Puoi sostenere questo progetto inviando la tua offerta a:
Associazione Filomondo Onlus
Via Marconi 13 – 20855 Lesmo MB

attraverso:
Versamento su C/C postale n. 49390545
Bonifico Bancario sul c/c 49390545
Banco Posta Italiane
Codice IBAN: IT 27 I 07601 01600 000049390545

 

Così ci scrive il Vescovo di Portoviejo, Mons. Voltolini Lorenzo:

UNA CATASTROFE DIMENTICATA

Portoviejo 30 aprile 2016

Carissimi amici, rompendo un lungo silenzio, dovuto all’isolamento nel quale é rimasto Portoviejo e tutto Manabí dopo il terremoto del 16 aprile, vengo a raccontarvi qualcosa di quello che é accaduto per non perdere i contatti e per mantenere viva la speranza in noi e la caritá in voi.
Due minuti allo scoccare le sette di un sabato sera c’é stato un violento terremoto che ha avuto come epicentro un punto dell’Oceano Pacifico di fronte a Pedernales, una popolazione che dista poco piú di cinque Kilometri dall’Equatore.
La forza del terremoto é stata di 7.8 gradi della scala Richter. La immensa forza sismica ha distrutto case, alberghi, chiese, case parrocchiali, scuole, universitá, edifici pubblici, sociali e commerciali. Tutto nel giro di 50 lunghi secondi. E poi un silenzio di morte.
Io mi trovavo nella cappella di un rione periferico della cittá di Portoviejo. Avevo appena finito di celebrare la Messa. Stavo in sacristia, la forza del movimento é stata tanto grande che, per non cadere, ho dovuto aggrapparmi agli stipiti della porta. Avevo l’impressione di stare in piedi su una di quelle giostre che hanno movimenti a volte sussultori, a volte rotatori.
I fedeli che ancora stavano in chiesa sono caduti per terra, la statua della Vergine di Guadalupe é rovinata al suolo, ma non ha colpiti nessuno, l’energia elettrica é cessata ancora alla prima scossa di terremoto. Visto che non sembrava ci fossere problemi tra i presenti in chiesa, sono corso alla macchina e sono tornato in casa episcopale. Passando per le vie della cittá ho visto i primi gravissimi disastri: case cadute, palazzi e costruzioni alte inclinate, le strade piene di detriti, mattoni, pali della luce, grovigli di fili della luce e della telefonia fissa. Dalle case sventrate pendevano sedie, tavoli, letti, materassi, elettrodomestici e quant’altro. La macchina esra guidata da Carlos, perció sono riuscito a mandare al guppo di WhatsApp dei fratelli vescovi: Pochi minuti fa c’é stato un forte terremoto in Portoviejo. Molte case rovinate e cadite. É un vero caos. Pregate per noi”.
Una volta in casa ho fatto una prima ispezione al mio appartamento. Non sono potuto entrare nello studio, perché gli scaffali erano rovesciati, libri ed oggetti vari di studio sparsi per tutta l’abitazione. Passando dalla terrazza, sono entrato alla camera da letto e l’ho trovata tutta scomposta. Sono poi entrato in Cattedrale ed ho visto i primi sintomi di gravitá della situazione: il tabernacolo caduto, ma giá senza il Santissimo, recuperato prontamente dal Párroco; calcinacci vari frutto dello scrostamento dell’intonaco della volta, pareti rovinate con fessure gravi e molto materiale sulla porta dentro e fuori della Cattedrale.
Sono quindi uscito per le strade, in compagnia del Vescovo Ausiliare ed il Parroco della Cattedrale, per incontrare e consolare la gente. Sul marciapiede della piazzoletta antistante la Cattedral abbiamo incontrato un morto vigilato da una familiare. Ci siamo avvicinati, abbiamo detto una preghiera mentre una persona si avvicinava per dirci: “Questo signore era molto fedele alla cattedrale, apparteneva alla “Legio Mariae” é morto come avrebbe voluto, nella casa del Signore”. Nel frattempo arrivavano altre persone che si incaricavano di portare il morto alla sua casa, allora abbiamo deciso di continuare la visita a tutta la cittá.
La gente, spaventata ed ancora attonita, incredula di quello che era successo, stava in mezzo alle vie. Alcuni avevano giá portato in strada sedie, materassini, cuscini e quanto necessario per poter passare la notte fuori casa, in zona di sicurezza. (Qui la notte inizia alle 18:30 e l’alba, di pochi minuti di durazione, inizia puntualmente alle 6:00 tutto l’anno).
Passando in mezzo alle strade popolate solo di uomini vaganti, visibilmete tristi ed impauriti, o sotto qualche portico, per schivare le macerie accumulate, abbiamo percorso la zona “zero” in lungo e in largo. Arrivati alla chiesa della Mercede, abbiamo visto un camioncino portarsi via il cadavere di una ragazza, avvicinandoci alla facciata della chiesa incontriamo un altro cadavere. Accanto al corpo senza vita di una ragazza una candela accesa ed una persona che aspetta chi venga a ritirare il cadavere. Ci spiegano che é stata colpita da alcuni calcinacci della facciata del tempio e poi é stata calpestata dalla gente impaurita che usciva dal santuario cittadino dedicato alla Madonna della Mercede.
Continuando il percorso incontriamo molti edifici pubblici (il tribunale, ministero della salute e sicurezza sociale, banche, farmacie, supermercati, alcuni al suolo ed altri gravemete lesi e pericolante. Il paesaggio, visto di notte, alla luce di alcuni fari qua e la di automobili semi coperte da detriti, é veramente dantesco. C’é materia per una pellicola apocalittica.
Al rientro in casa, iniziano i messaggi e le chiamate telefoniche: l’epicentro é stato fissato al nord della diocesi; Pedernales é distrutta, contatto i sacerdoti per sapere come stanno e la sorte delle case parrocchiali e delle chiese. Tutti sono letteralmente sconcertati ed increduli di fronte al disastro, ma forti ed in mezzo al loro popolo per dirigere i primi soccorsi.
Mi arrivano notizie da una popolazione vicina a Portoviejo: le suore, direttrici di una scuola, sono rimaste sotto le macerie. Dopo un poco ci si assicura che tre suore e due postulanti sono state riscattate, ma che una suore e cinque postulanti sono ancora sotto le macerie. Chiedono macchinaria per riscattarle, ma é impossibile farlo con mezzi pesanti, perché invece di favorire il riscatto c’é il pericolo di recare loro piú danno. Solo la domenica sera potranno essere riscattate le salme delle sei giovani.
La casa del vescovo, che ha resistito molto bene al sisma, frattanto si trasforma in ospedale. Ogni tanto qualche scossa, meno intensa della prima, spaventa la gente e fa correre coloro che si trovano sotto qualche porticato.
Le prime luci dell’alba portano finalmente alla vista di tutti la magnitudine della tragedia. Si incomincia la conta delle vittime e dalle prime poche decine delle prime ore, si passa a contare centinaia.
La domenica, il martedí ed il martedí seguenti saranno momenti di molto dolore. Le vittime sottratte alle macerie sono portate alla officina di criminalistica per essere riconosciute, sono portate ad un cimitero per essere accomodate nel feretro, cosparse di calce e poi portate alle rispettive case o direttamente alla tomba. I sacerdoti, se avvisati per tempo, celebrano la Messa vicino alle abitazioni dove sono vegliati i morti o dicono una preghiera e poi si formano piccole processioni fino ai cimiteri.
Si scoprono intere famiglie schiacciate dei detriti delle loro case o dei luoghi, strade, supermercati, alberghi dove il terremoto li ha trovati.
La domenica sera sicerca di celebrare qualche messa qua e la, fuori dalle chiese e ci si prepara ad affrontare la grande emergenza. Le grandi domande che vanno su e giú dalla testa al cuore: “perché Signore tanta distruzione e morte? Perché tanta sofferenza? Perché noi vivi e gli altri morti? Il Signore ci ha castigati?...” la risposta costante é prima di tutto un abbraccio, poi: “il Signore é misericordioso, non vuole la morte, ma la vita. Quello che permette il Signore non é per umiliarci, ma per ammonisci e salvarci...” ed allora segue il racconto di ognuno: “é vero, il Signore é stato buono con me; mi da una nuova opportunitá per essere piú buono e per aiutare gli altri ed avere rapporti piú sinceri, generosi, felici con gli altri...” il cuore incomincia ad aprirsi alla speranza.
Incominciano ad arrivare i primi soccorsi: acqua, viveri, casse di banane e di mele, materassi, vestiti, casse da morti. Tutto portiamo ad un centro di raccolta e smistamento; i primi volontari sono i sacerdoti della cittá che, sudati “come falsi testimoni”,  scaricano il primo conteiner di vettovaglie da sera inoltrata fino a oltre la mezza notte.
Gli aiuti e le manifestazioni di solidarietá arrivano dal mondo intero, ma presto ci rendiamo conto che le difficoltá verranno piú tardi. Per questo a quanti ci chiedono: “che possiamo fare per voi?” rispondiamo: “non dimenticateci, avremo bisogno di voi quando inizieremo la ricostruzione”. Ed é quanto ancora ripeto a tutti, perché la ricostruzione non sará solo di colonne, mattoni, cemento, ma di famiglie, comunitá, parrocchie, relazioni umane nuove, nate sullo stile e le esigenze del Vangelo. Per cui, ció che piú chiediamo é la preghiera, perché il mondo nuovo nasce dalla nostra predisposizione ed apertura alla Parola che salva.
Grazie di cuore per il vostro interesse ed affetto per noi.

 

 

 

 

 

 

+ Lorenzo Voltolini, Arcivescovo di Portoviejo



 

 
pozzo a Mbuyuni Kondoa Tanzania

Progetto pozzo a Mbuyuni-Kondoa Tanzania

Ci è pervenuta la richiesta di collaborazione per il ripristino di un pozzo in un villaggio: Mbuyuni, parrocchia di Itololo, diocesi e provincia di Kondoa, regione di Dodoma in Tanzania.

Descrizione del progetto: pulitura del pozzo esistente, acquisto di una nuova pompa con centralina di controllo.

Motivazioni: il pozzo di Mbuyuni serve una popolazione di circa 4.000 persone e i loro animali di allevamento (capre e mucche). Scavato nel 2006 ha ormai bisogno di essere ripulito con un getto di aria compressa: la pompa estratta presenta infatti pesanti incrostazioni di fango, causa dell'usura delle eliche della pompa e della bruciatura del relativo motore.

Il nostro referente è il missionario Passionista P. Godfried Matumaini, parroco di Itololo

Filomondo ha contribuito con 4.080,00 Euro

Lettera del Parroco a progetto terminato e relative foto: preparazione strada per permettere l'arrivo dei mezzi; sostituzione pompa e prova con generatore; fuoriuscita dell'acqua.

manutenzione pozzomanutenzione pozzomanutenzione pozzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 
pozzo a Osteti

Progetto pozzo a Osteti-Itiso Tanzania

A inizio anno 2014  ci è pervenuta la richiesta di collaborazione per la costruzione di un pozzo in un villaggio: Osteti, che fa capo alla missione di Itiso nella regione di Manyara in Tanzania. Questa zona è abitata da Wambulu, Masai e Wagogo.

La parrocchia di Itiso, dove lavorano i Padri Passionisti, è situata tra la regione di Dodoma, Kondoa, Manyara; lì si estende una savana dove le varie tribu vivono e fanno pascolare le loro mucche. E' una zona molto arida e la mancanza d'acqua si fa sentire spesso durante tutti i periodi dell'anno.

Questo progetto fatto in collaborazione con il "Centro Pastorale Giovanile S. Gabriele", ha appunto lo scopo di costruire un pozzo in uno dei villaggi sperduti in questa zona: Osteti.

Il nostro referente è il missionario Passionista P. Dino Frigo, attualmente in Italia, che in quelle regioni e anche a Itiso ha lavorato per oltre 30 anni; è lui che ha tenuto i contatti con i Missionari di Itiso e con il Padre Daniele Pierangioli, del Convento di S. Gabriele all' Isola del Gran Sasso, che segue i giovani del "Centro Pastorale Giovanile S. Gabriele".

Filomondo ha contribuito con 16.000 Euro

di seguito la lettera di P. Dino dopo l'inaugurazione del pozzo.

"Il 2 Agosto 2013 ci venne  la richiesta per il pozzo da parte dei Padri Passionisti presenti a Itiso.
Il 3 Agosto 2014 è avvenuta l'inaugurazione del pozzo .

- A CHI  SERVE:  a una popolazione che vive tra i villaggi di  Izava - Chitego e Osteti, nel cui territorio è stato scavatoinaugurazione del pozzo. La maggioranza della popolazione è Wambulu e possiede parecchio bestiame. Ci sono anche vari gruppi di Masai, e anche Wagogo.
La popolazione ha contribuito pagando il  SURVEY (rilevamenti necessari per vedere se c'è l'acqua) e raccogliendo una somma pari a  1000 Euro.
- COME  FUNZIONA: 
Il pozzo è sotto la tutela della missione di Itiso. La gente che ne beneficia ha comperato il primo carburante per pompare l'acqua. Chi va ad attingere l'acqua paga una quota che serve per comperare altro carburante e l'addetto-guardiano del pozzo; il restante è depositato alla missione per le necessità future (spese di manutenzione).
Il giorno 3 Agosto mi trovavo alla festa-inaugurazione a cui ha partecipato molta gente.  Il gruppo Masai dopo qualche giorno venne alla missione (che dista 40 Km) per invitarci nelle loro manyate per ringraziarci personalmente con canti, balli e piccoli regali. Chi conosce l'Africa può capire il clima di festa e i ringraziamenti spontanei. Ringraziamenti che vi trasmetto con altrettanta gioia e spontaneità della popolazione.
ASANTENI , GRAZIE.

Saluti.   P. Dino"

- vedi il video relizzato dai giovani di san Gabriele che hanno partecipato all'inaugurazione del pozzo e hanno vissuto un'esperienza in Tanzania nella missione di Itiso.

- guarda le foto relative ai pozzi realizzati con la raccolta tappi

Responsabile del progetto in Italia: P. Dino Frigo
Responsabile del progetto in Tanzania: P. Kilemi e P. Dominic


 

 
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